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Prestazione richiesta

Mobbing ultima udienza

Richiesta notaio, avvocato e commercialista

  
Descrizione

Circostanze in fatto:

Ho lavorato per 5 anni in un'azienda spa , azienda con più di 100 dipendenti.
Nel 2004 sono stato licenziato per mancanza del rapporto fiduciario, da parte
dell'azienda in cui lavoravo da oltre 5 anni e avvenuto subito dopo il
subentro di una nuova Spa che vanta oltre 7 filiali in tutto il Triveneto.

Premetto che ero già stato licenziato il primo anno al termine di della
seconda proroga contrattuale della durata di 6 masi ciascuna, senza alcun
motivo nonostante la mia proficua collaborazione di anche oltre 12 ore al
giorno di lavoro e mancati riposi settimanali, tanto che alla fine ero ridotto
una larva umana, ma con la fiducia che superata tale gavetta sarei stato visto
come un dipendente perlomeno di buona volontà e pertanto rispettato. Ho dovuto
rivolgermi a un Avv.to il quale mi ha fatto riassumere in concordato stragiudiziale.

Ciò si è verificato solo perché all'interno dell'azienda non ero simpatico a
qualche collega superiore che ha fatto di tutto assieme ad altri due per farmi
passare agli occhi della nuova direzione un "rompi scatole e un lavativo".

La nuova direzione coordinata da un Direttore trovandosi di fronte a oltre 100
dipendenti ha ben pensato di considerare esclusivamente le maldicenze dei
superiori senza nemmeno convocarmi com'era stato peraltro mia precisa
richiesta. (bastava andasse a vedere il monte ore per riscontrare la proficua
collaborazione); ma nulla di tutto ciò:
Lo stesso invece diede disposizioni tassative ai superiori che io dovevo
essere messo sotto torchio e in qualche modo buttato fuori dall’azienda.

Ciò infatti, avvenne in una maniera tanto spietata quanto incredibile non
solo per le molteplici contestazioni che arrivavano ogni altro giorno quanto
al fine di precostituirsi il licenziamento quanto al modo in cui venivano
formulate e notificate e cioè anche a oltre due settimane dal fatto contestato
e solo nell’occasione in cui anche per un ragioni fisiche rifiutavo di fare le
straordinarie posto peraltro che il servizio che mi era stato affidato era già
comprensivo di un’ora di straordinario rispetto il CCNL di categoria.

Ero sottoposto assiduamente a mortificazioni anche davanti ai colleghi , a
controlli assidui dell’operato addirittura venendo che non demordevo agli
intenti persecutori e alle continue contestazioni che non tardavano ad arrivare
venivo collocato in un'altra tipologia di servizio e uno dei peggiori ove vi
erano delle celle di refrigerazione di cui a causa cervico brachialgia della
spalla soffrivo di forti dolori specie se esposto a basse temperature e anche
se coperto da indumenti, al punto da dover chiedere lo spostamento con
un'altra mansione compatibile con la sintomatologia che in quel periodo si era
riacutizzata e infatti l’Azienda ha ottemperato subito alla mia più che
legittima doglianza sospendendomi nientemeno per ben tre mesi per la
fissazione di una visita medico collegiale essendo che il tipo di lavoro (come
in tutti del resto); il lavoratore deve godere di buona salute e costituzione
fisica. Tuttavia nel caso de quo nulla di invalidante è stato riscontrato
dalla Commissione medica piuttosto aveva ben intuito le pessime intenzioni
dell'azienda nei riguardi dell’interessato. La visita è stata compiuta anche
con certificazione probatoria del medico legale che assisteva alla visita.
Ma non solo:
Il sottoscritto a causa della comparsa di nuovi sintomi gastrici; dermatiti
del cuoio capelluto e dell’estremità del viso ero costretto a ricorre alle cure
ospedaliere anche per l'insorgenza episodi dispnoici mai avuti in precedenza.

Una volta che la Commissione medica ha accertato che la patologia non era
invalidante l’Azienda mi riprendeva in servizio, continuando però a porre in
essere comportamenti vessatori con continui spostamenti di orari ecc… fino all’
intervenuto licenziamento per giustificato motivo ovvero per mancanza del
rapporto fiduciario.
In seguito a tale licenziamento ho avuto un crollo tanto da dover ricorrere
alle cure intensive presso il Servizio di Igiene Mentale per sindrome ansioso
depressiva di cui sono ancora in cura per cronicizzazione seppur con
miglioramenti non tanto dell’umore quanto dello stato ansioso.

Purtroppo la difficile situazione mi aveva portato all'unica speranza e
conforto in una efficace attività legale e giudiziale degna di caso quasi
interamente provato su base documentale. Invece ancora oggi sto lottando per
vedermi riconosciuti i miei diritti non tanto al comportamento con l'azienda
la quale è già stata sottoposta al parere dell'organo giudicante quanto a
incredibili comportamenti dei difensori legali che avevo appositamente
incaricato a difendermi e precisamente:

Nell’anno 2004 un legale di fiducia civilista ha impugnato il licenziamento lo
stesso che mi aveva assistito anche nell’ultimo intercorso periodo di lavoro.
Nell’anno 2007 fu notificato il ricorso ai sensi dell’art.414 c.p.c. presso il
Tribunale Sezione lavoro per licenziamento illegittimo, e mobbing . con annessa
documentazione medica che conferma il nesso causale delle patologie insorte.
L’avv. civilista dopo aver abbozzato il ricorso da tramite l’ausilio di un
collaboratore dello studio, ha voluto differire in mandato congiunto l’incarico
a un giuslavorista il quale deve aver aggiustato la strutta del ricorso che ha
notificato in Tribunale poco prima delle ferie estive senza che mostrarlo
alla Sua collega, la quale accortasi al rientro di tale mancanza e notando che
il riscorso non era strutturato come dovuto ha fatto di tutto affinché il
sottoscritto revocasse il mandato addirittura sotto minaccia di non presenziare
all’udienza, nonostante avessi già onerato le spese a entrambi tanto che sono
stato costretto a trovarmi un altro legale civilista tributario il quale ha
presenziato a due udienze e deposto da poco l’atto l’Atto conclusionale dal
momento che il Giudice ha ritenuto matura la causa per la decisione.
Ebbene, a circa un mese prossima conclusiva comparsa avanti al Giudice del
lavoro e quindi a poco tempo dalla sentenza il difensore, non più di una
settimana fa mi ha rimesso il mio mandato perché ha perso una causa per
inammissibilità e tardivo deposito degli di una causa promossa da un mio
genitore.

Sono davvero sfinito di vedermi bistrattato da professionisti senza scrupoli
che non fanno altro che danneggiarmi, oltretutto ora mi trovo senza un avvocato
con una causa stimata in circa 200,000.00 Euro; sono senza un lavoro in quanto
il mio stato di salute non me lo consente se limitatamente; non ho alcuna
assistenza economica in conseguenza della malattia professionale né da parte
dei Servizi sociali, in quanto non so ancora se il sinistro deve essere
denunciato all’INAIL in quanto nessuno dei tre difensori hanno saputo
orientarmi in tal senso al fine di evitare sottrazioni superiori sull’importo
eventualmente deciso dal Giudice , oltre a dover sopportare anche le gravose
conseguenze a fronte degli impegni economici che avevo in atto nel corso del
rapporto di lavoro .

Lascio Voi lettori ogni giudizio in merito, ma soprattutto attendo che qualche
professionista di provata esperienza mi contatti per poter superare l’ultimo
ostacolo fissato il prossimo 15 settembre.

Tutto ciò è solo una minima parte forse la più determinante rispetto una causa
quasi interamente documentale, naturalmente sono in possesso di tutti gli atti
attinenti il caso.

Non ho riletto la il racconto in narrativa tanto sono esausto di vedermi sotto
gli occhi questa gogna che però credo condizioni sensibilmente il proseguo di
una vita perlomeno dignitosa, pertanto mi scuso di eventuali errori
ortografici e/o incomprensioni.

Distinti saluti.

Località/provincia
Verona - Verona
Data esecuzione
09/13/2017


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